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Fra memoria collettiva e memoria divisiva. Cosa ci insegna la storia orale sugli “italiani di Brunico”.

November 8, 2017

*Scarica il volantino e condividilo con le persone interessate Flyer Diverkstatt 18.11

Di fronte all’impetuoso flusso di eventi della contemporaneità ci si può domandare come faccia il passato a resistere. Cosa resta del mondo di ieri in una società eterogenea e mutevole, che spesso appare senza memoria?

Questi interrogativi trovano una dimensione particolare nel caso delle comunità periferiche, dove l’esiguo numero di testimoni facilita l’oblio, la perdita di consapevolezza del proprio passato. E una comunità senza passato, che dimentica il proprio passato, rischia di ricadere nella banalità di un dipinto senza colori.

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Copertina del libro „Italiani a Brunico. Alle origini di un percorso“ Autore: Fabian Fistill (ed. Mimesis 2017)

Come agire dunque?

Recuperando quanto rimane della “saggezza popolare”, i racconti della vita in paese, le leggende folkloristiche, l’arte dei lavori manuali e delle ricette tradizionali, tutti gli aspetti della vita quotidiana che tendono a essere tralasciati dalla narrativa storica che ancora oggi rischia di premiare le figure più rappresentative a dispetto degli “ultimi”, o se non ultimi della gente comune. Da qui un libro su Brunico, e in particolare sulle origini della popolazione di lingua italiana della città. Un libro che è innanzitutto una raccolta di testimonianze degli “ultimi fra i primi italiani giunti in città”. Una serie di narrazioni sulle origini familiari, sull’infanzia, sulla vita quotidiana nella cittadina pusterese del primo Novecento e sugli eventi drammatici della guerra. Narrazioni in prima persona, ricche di aneddoti, riferimenti a personaggi più o meno noti, vicende traumatiche ma anche momenti di grande felicità su cui si ritorna con nostalgia. Uno spaccato della vita cittadina partendo da coloro che l’hanno vissuta direttamente, premiando l’autenticità e talvolta anche le rivisitazioni delle testimonianze orali, soggette al trascorrere del tempo, ai ripensamenti e all’oblio.

Recuperare il passato.

Raccontare la storia degli “italiani di Brunico” significa in fondo raccontare anche la storia della città, partendo dagli abitanti che l’hanno fatta vivere, trasformare, crescere. Ascoltare e leggere le testimonianze degli abitanti più anziani significa immergersi in un mondo che oggi difficilmente riusciamo a immaginare. Un mondo più lento, più semplice e più povero, certo, ma anche un mondo in cui per parlarsi ci si trovava in piazza o al dopolavoro invece che su una chat. Un mondo, anche nel piccolo contesto di Brunico, in cui ci si muoveva con i treni a vapore, con il calesse, in cui si andava a lavorare in fabbrica in bici e la domenica si andava in chiesa con l’abito elegante e il cappello. Era però anche un mondo in cui in Alto Adige/Südtirol e a Brunico la divisione del lavoro era netta e discriminante: da una parte a favore della popolazione locale di lingua tedesca, dall’altra a favore degli italiani. Su questa scorta di considerazioni dunque come porsi di fronte a una società che ormai conta più di una persona su dieci di origine straniera, un buon numero di “nuovi cittadini” e una quota crescente di famiglie bilingui/plurilingui?

Cosa ci rimane oggi delle comunità?

Esistono ancora le memorie “collettive”, o esistono piuttosto le memorie “divisive”? Pretendere di rispondere a questi quesiti in poche righe è a dir poco ingenuo, ma meno ingenuo è credere che si possa aprire un dibattito fra la popolazione in cui ognuno torni a porsi certe domande: da dove veniamo? Perché siamo arrivati qua? Perché ho questo nome e questo cognome? Si può costruire una nuova “Heimat” (leggi anche qui e qui) sulla base della consapevolezza dell’eterogeneità sociale che ci caratterizza, o rimane una semplice utopia?

Certo per raggiungere la convivenza ognuno è costretto a rinunciare a una parte di “identità” e a metterne in gioco un’altra, rivendicandola, valorizzandola e condividendola. Per riuscire a creare miteinander è necessario non solo cercare di comprendere l’altro e la sua identità ma riflettere di continuo anche sé stessi e la propria.

Chi fosse interessato alla presentazione del libro “Italiani a Brunico. Alle origini di un percorso” scritto da Fabian Fisttil può partecipare alla presentazione sabato 18 novembre alle ore 10 di mattina presso la Vecchia palestra in piazza Municipio e ritirare una copia gratuita del libro.

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*Diverkstatt lavora da anni alla creazione di una piattaforma di incontro, discussione, elaborazione e comunicazione relativa alle specificità del nostro territorio. Lo fa senza visioni preconfenzionate cercando di alimentare un dibattito civile e sociale per rafforzare il sentimento di comunità e di responsabilità civica.