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Culture

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Social Change and Innovation

Januar 4, 2018

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Gleich zu Beginn des neuen Jahres legen wir los und laden zum meet&party mit dem Thema Social Change and Innovation. Zentraler Gedanke dabei ist, dass Veränderung im Kleinen beginnt und wir zusammen mehr schaffen können, als jede_r allein. Beim meet&party treffen wir vier Menschen, die alle auf unterschiedliche Art und Weise Innovation und soziale Veränderung vorantreiben.

Laura Moroder (Light Design), Cristoph Kirchler (EcoPassion), Andreas Trenker (Grafik Design) Stefano Fait (Social Anticipation @skopìa) werden uns Interessantes über Licht, Hanf, Design und soziale Regeneration erzählen.

Davon inspiriert wollen wir anschließend feiern! Denn eine Gemeinschaft zu sein, die Dinge verändern kann, ist schon ein toller Anfang und ein guter Grund zum Feiern.

Feier mit uns, werde Teil von Diverkstatt und lass uns herausfinden, was wir zusammen alles verändern können! Wir freuen uns auf dich!

Deine Mitgliedschaft sichert nicht nur dir ein Jahr lang die Vorteile unserer Diverkstatt-Community, sondern trägt auch dazu bei, dass wir weiterhin daran arbeiten können, Bruneck zu einem noch schöneren Ort für uns alle zu machen.

Social Change and Innovation
Be one of us!
Diverkstatt meet&party

Who: Diverkstatt Community
When: 6 January. Open doors 20h
Where: Sternbach Palais, Bruneck
Why: Join our Community, met people, share ideas, enjoy life

Important: This event is free for ARCI Members.
The annual membership (10€) can be awarded at site.

 

Social Dis-Integration
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Social Dis-Integration

Dezember 26, 2016

Quando un popolo perde il senso della comunità, vengono meno i meccanismi tradizionali che assicurano l’integrazione e la coesione. In assenza di un progetto comune i singoli si isolano smarriti, non sapendo più come agire nei confronti degli altri, insicuri della propria identità. Una generazione non è più in grado di trasmettere all’altra le pratiche e le abitudini che tengono insieme un popolo e la sua cultura; la società perde le sue tradizioni e disperde il proprio patrimonio; nei singoli viene meno il senso di appartenenza.

2016. Anno bisesto, anno funesto.

L’anno 2016 è risultato a tratti un anno drammatico e pieno di eventi che hanno sconvolto intere comunità e moltissimi cittadini e cittadine in tutta Europa. Il bombardamento di informazioni su un mondo pieno di guerre e povertà producono uno stato di ansia e insicurezza in moltissime persone che non riescono a farsi un’opinione strutturata di quello che sta succedendo nel mondo. Inoltre le bufale e la propaganda ci raggiungono quotidianamente colpendo le nostre emozioni e by-passano la nostra ragione e il nostro buon senso. Una diretta conseguenza degli eventi che viviamo (virtualmente e concretamente), è che veniamo spinti e ci spingiamo sempre più in una dimensione individualistica fatta di consumo e cura della sfera privata. Questi fattori fanno percepire la realtà e i relativi problemi così grandi e insormontabili che percepiamo un senso di impotenza verso ciò che succede nel mondo. Tendiamo così a non impegnarci nemmeno un po‘ a provare a fare la nostra parte perché riteniamo sia inutile e sostanzialmente solo uno spreco di tempo.

Le conseguenze sulle persone.

Tutto questo ha però a volte delle conseguenze nefaste per la nostra vita, quella dei nostri cari, dei nostri conoscenti ed in generale per la nostra comunità e per la nostra società. Vediamo chiaramente le situazioni in cui le persone si sentono sole, anche quando „partecipano“, perché i rapporti interpersonali sono svuotati o hanno perso la rilevanza che avevano facendoci sentire inadatti, impotenti, impauriti e soprattutto frustrati. Insieme all’allontanamento dei giovani e dei meno giovani dalle più comuni forme di responsabilità, che sono alla base di una comunità e del suo senso civico, si registra un incremento delle manifestazioni di odio e intolleranza (sia essa razziale, sessuale, religiosa o etnica) sui social media e piattaforme affini. Aizzatori professionali e produttori seriali di bugie sfruttano questo terreno per dirottare il senso di insoddisfazione verso facili bersagli ma al contempo non forniscono nessuna prospettiva, nessuna soluzione e nemmeno una spiegazione funzionale a vivere meglio.

Troppo pessimisti? Niente affatto.

Il pessimismo dell’intelligenza deve avere come complemento un ottimismo della volontà. Capire i limiti della propria influenza sulle cose è importante esattamente quanto la volontà di volere esercitare la propria influenza sul mondo per renderlo, anche se solo in parte, migliore. Dopo il grande shock e l’onda lunga di propaganda etnopopulista del „prima noi“ è di fondamentale importanza rimettersi in gioco e impegnarsi di nuovo quotidianamente per ri-costruire un senso di comunità, di responsabilità e di libertà all’interno della nostra società. Questa operazione è un atto collettivo di solidarietà e passa tra le mani, gli occhi, il pensiero e le azioni di moltissime persone. Ci sono azioni semplici come salutare le persone anziane quando si incrocia il loro sguardo, ascoltare davvero la persona a cui si è appena rivolta una domanda oppure la decisione di fare volontariato e organizzare un evento.

Riprendiamoci le relazioni umane.

Per elaborare una prospettiva di futuro sulla quale investire ancora i nostri sforzi, i nostri sogni e le nostre speranze è prima necessario comprendere che tutto, o quasi, passa per le relazioni sociali che si hanno nel quotidiano. Visto che le persone hanno sempre meno strumenti per relazionarsi autenticamente tra loro, soprattutto al di fuori dei meccanismi consumistici, si crea una mancanza di fondamenti comuni capaci di garantire il rispetto, la sicurezza, la fiducia e la speranza. Come effetto contrario si alimentano quindi l’insicurezza, l’aggressività, il disorientamento e la paura. Se vogliamo tornare ad essere liberi interpreti della nostra vita, dobbiamo di nuovo assumerci le nostre responsabilità quotidiane nei confronti delle persone che incontriamo perché libertà e responsabilità sono intimamente legate e ci offrono la possibilità di essere davvero più felici, insieme.

 

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CommunityCultureEventsPast activitiesSolidarity

*Roots & Wings 2016 for Community and Solidarity*

September 13, 2016

Diverkstatt in Zusammenarbeit mit UFO Bruneck präsentieren das erste Brunecker Festival für Gemeinschaft und Solidarität. Nach vielen Monaten Arbeit können wir endlich unser vielfältiges Programm veröffentlichen!

Ziel dieses Festivals ist gemeinsam den Stadtraum unserer geliebten Stadt mitzugestalten. Dazu haben wir nicht nur Essen und Getränke vorgesehen, die bei jedem Fest vorhanden sind, sondern eine ganze Bandbreite an Aktivitäten und Unterhaltung.
Für uns ist es wichtig, dass unsere Stadt für alle lebenswert ist und niemand ausgegrenzt wird. Im Rahmen dieses Festivals möchten wir einen mehrsprachigen und interkulturellen Raum gestalten indem ALLE Menschen und vor allem Familien die Möglichkeit haben, sich frei und glücklich zu fühlen.
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Proiezione del film-documentario „Blut muss fließen“ di Peter Ohlendorf 30/04/2015

September 13, 2016

In collaborazione con L’Ost-West club di Merano abbiamo portato in Italia questo interessante film-documentario dal titolo forte, „Il sangue deve scorrere“, che ben ne identifica i contenuti. La rappresentazione infatti documenta la scena neonazi in Germania,Italia, Austria, Svizzera e Ungheria tramite una serie di filmati raccolti sul campo da un giornalista sotto copertura. Molteplici sono le immagini e i suoni che inneggiano al Nazionalsocialismo e all’odio razziale durante questi eventi poco controllati dalle forze dell’ordine e presi troppo poco in considerazione dai politici.
Il progetto presentato si è svuiluppato in due giorni distinti: il 29/04/2015 a Merano grazie alla collaborazione con l’Ost-West Club e il 30/04/2015 a Brunico. Durante la data pusterese il film è stato presentato dapprima nelle scuole durante la mattinata e successivamente al Teatro Kolping in serata in un incontro aperto a tutta la cittadinanza in collaborazione con il Filmclub Bruneck e con l’intervento di Armin Mutschlechner, membro della comunità attivo nel campo della formazione dei giovani. Tutte e due le rappresentazioni sono andate molto bene, hanno riscosso notevole successo e contribuito a creare una discussione positiva sull’argomento. Il nostro intento fina dal principio fu quello di promuovere infatti la discussione su questo tema che oltre che essere sempre attuale ci riguarda anche un pò da vicino, conoscendo gli episodi di estremismo di destra che turbano periodicamente la nostra comunità.
Volevamo e vogliamo rendere consapevoli sopratutto i giovani che il razzismo e le barriere sono concetti che non appartengono più alla nostra epoca e che la diversità è una ricchezza per tutti.

Heimat für alle öffnen
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Heimat für alle öffnen

Juli 28, 2016

„Parliamo di Heimat – Was ist das?“ Unter diesem Titel wurde kürzlich in Bruneck – auch im Hinblick auf den Unabhängigkeitstag – diskutiert. Katharina Kammerer war dabei.

Heimat ist ein Begriff, der nicht ausreichend definiert werden kann, auch bei der Übersetzung des Begriffs Heimat kann man schnell an sprachliche Grenzen stoßen. Continue Reading